Col sentimento struggente d'una possibile scomparsa dell’uomo, Martinelli ferma l’ombra del passante e gliela presenta come un altro sé, monumento effimero al miracolo breve dell’esistenza. Si creano così nuove relazioni tra memoria, inconscio e spazio urbano. Nascono giochi di ruolo con la propria ombra emancipata appena scoperta, mentre un apparecchio riprende l’oper-azione in corso.

Pierre Restany