{"id":4223,"date":"2019-07-02T18:34:54","date_gmt":"2019-07-02T16:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mariomartinelli.it\/tra-le-maglie-della-materia-2\/"},"modified":"2019-12-20T16:58:24","modified_gmt":"2019-12-20T15:58:24","slug":"trasparenza-ombra","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.mariomartinelli.it\/it_it\/trasparenza-ombra\/","title":{"rendered":"La trasparenza dell&#8217;ombra"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4223\" class=\"elementor elementor-4223\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-element elementor-element-64b2635 elementor-section-stretched elementor-section-full_width elementor-section-content-top elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section\" data-id=\"64b2635\" data-element_type=\"section\" 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Cristo, pi\u00f9 volte nei suoi scritti filosofici e letterari si occupa delle \u201combre\u201d e della loro natura complessa e ambigua che partecipa, insieme, del mondo di qua e di quello dell\u2019aldil\u00e0. Nei suoi dialoghi, brevi scene ambientate in cielo, nelle profondit\u00e0 del mare e nell\u2019oltretomba in cui le figure del mito e della religione sono ricondotte argutamente a proporzioni umane, risuona di continuo la risata sulle vanit\u00e0 del mondo. In particolare, il suo personaggio preferito del filosofo cinico Menippo ci dice che \u201cle ombre, dopo che siamo morti, sono gli accusatori, i testimoni, le prove di ci\u00f2 che abbiamo fatto in vita\u201d e che \u201csi d\u00e0 loro piena fede, perch\u00e9 sono sempre con noi e non abbandonano mai i corpi\u201d.<\/p><p>L\u2019idea che nel mondo di l\u00e0 l\u2019accusa ci \u00e8 fatta dall\u2019ombra stessa che ci siamo sempre portata appresso ritorna continuamente, in altre forme e con pi\u00f9 sottili coinvolgimenti, lungo tutto il percorso di riflessione che accompagna la storia degli uomini e fino alla nostra contemporaneit\u00e0 e alla stessa ricerca psicoanalitica, che parlandone sempre simbolicamente riscatta di fatto il valore e l\u2019importanza di questo \u201cfantasma reale\u201d che ci accompagna. Rispetto al cos\u00ec detto \u201cangelo custode\u201d, \u00e8 per cos\u00ec dire un \u201cangelo custodito\u201d da ognuno di noi: un\u2019entit\u00e0 che ci cammina sempre cucita ai piedi, perch\u00e9 da s\u00e9 non vede (ombra deriva dal latino umbra, arcaico ondh-sra, da una radice indoeuropea che significa \u201ccieco\u201d); e proprio perch\u00e9 non \u00e8 distratta, nella sua cecit\u00e0, vede tutto quello che ci riguarda.<\/p><p>L\u2019ombra, nell\u2019immaginario collettivo come in quello individuale, continua a essere l\u2019impalpabile cumulo delle colpe che noi ci portiamo appresso; quest\u2019ombra che \u201cora ci sta da un lato, ora dall\u2019altro, ora davanti, ora di dietro\u201d. L\u2019ombra \u00e8 il nero di noi stessi, la nostra parte poco chiara, con tutto il carico dei divieti e degli interdetti infranti o aggirati, dunque delle violazioni e delle trasgressioni ma anche dei rimpianti e della coscienza sporca, della censura e della rimozione, dei complessi e delle nevrosi, per dirla con Freud.<\/p><p>Una parte tutt\u2019altro che secondaria, come sappiamo, nell\u2019autentica personalit\u00e0 di ciascuno di noi: la parte, appunto, non delle apparenze ma della sostanza vera in cui la componente aerea fa i conti con l\u2019impasto di terra, sangue e altri liquidi fisiologici.<\/p><p>Guardando alla natura dell\u2019ombra, si spiega secondo L\u00e9vi-Strauss non solo il timore che l\u2019ombra in ogni tempo ha ispirato all\u2019uomo, ma anche il fascino che ha esercitato in virt\u00f9 del suo ambiguo statuto. Ecco, allora, la paura dell\u2019ombra come doppio (ka, nella religione egizia, rappresentato antropomorficamente dal geroglifico delle due braccia distese: il \u201cdoppio\u201d del corpo, formato di materia tenue e invisibile). Ecco l\u2019ombra come anima che si pu\u00f2 vendere al diavolo, alla maniera di Peter Schlemihl e di quegli uomini che cos\u00ec hanno perso la loro ombra. Ecco l\u2019ombra che non bisogna porre accanto al corpo che si vuole conservare in condizione di immortalit\u00e0, come nelle figure senza ombra di Giotto, che considera sacrilego nella Cappella degli Scrovegni dipingere l\u2019anima accanto al corpo.<\/p><p>Ma l\u2019ombra \u00e8 la luce che la rivela, dice Alberto Savinio, \u201ced \u00e8 per questo che malgrado gli elogi che le si fanno, malgrado l\u2019amore che le si professa, malgrado gli onori che le si tributano, la luce in fondo \u00e8 temuta e odiata\u201d. E si rivaluta l\u2019aspetto profondamente psichico dell\u2019ombra, che partecipa di un mondo superiore e per queste sue ascendenze rende possibile la conoscenza stessa. Del resto, non ha bisogno dell\u2019ombra la luce per rivelarsi? La fotografia replica nel suo processo questo stesso scambio dentro la camera oscura, dove i negativi hanno bisogno del buio per restituire i propri colori. E ciascuno di noi, dopo essere \u201cvenuto alla luce\u201d, ha necessit\u00e0 della sua camera oscura (ben schermata rispetto al bagliore) da dove conquistare poco alla volta lo spazio illuminato intorno a s\u00e9; perch\u00e9, paradossalmente, l\u2019oggetto in luce \u00e8 meno chiaro dell\u2019oggetto in ombra ed \u00e8 il buio che consente di percepire la luce.<\/p><p>Sono considerazioni tutte messe in moto, in me, dalla visione delle Ombre realizzate con la rete da Mario Martinelli; qui davvero in forma inedita capace di essere insieme (e inscindibilmente) pittore, scultore e artista concettuale.<\/p><p>S\u00ec, \u201cartigiano\u201d visivo e plastico mentre \u00e8 pensatore: inventore di un nuovo e alieno \u201cchiaroscuro\u201d, che \u00e8 una forma di ritratto psichico, interiore. Lui che ha riportato sulle figure denudate dei loro corpi la penombra da laboratorio del paleolitico, nei suoi moderni graffiti rupestri, e ha ricondotto i corpi alla loro primitiva discrezione e sincerit\u00e0, posandoli ormai leggerissimi sulle ombre. Se gli strati inconsci della personalit\u00e0 possono essere incorporati e trasformati nella complessa struttura dell\u2019esperienza solo mediante un processo di individuazione, le ombre sulla rete di Mario Martinelli realizzano per via di \u201cilluminazione\u201d il disvelamento.<\/p><p>Queste oscure entit\u00e0 dotate di vita propria sono doppi misteriosi degli individui ai quali sono state \u201crubate\u201d, immagini delle loro anime radiografate che ricompongono la vaga parvenza nel chiuso contorno del ritratto. Cos\u00ec lo spettro, il fantasma, di colpo imprigionato nella rete, si fa rivelazione del personaggio e nella tramatura dei fili si incide come un giudizio, per\u00f2 sottile e filante (e, proprio per questo, pi\u00f9 tagliente e incisivo e addirittura implacabile). \u00c8 \u201clui\u201d come non riuscir\u00e0 mai a vedersi nello specchio e come non riusciranno a vederlo i familiari, gli amici, quelli che lo incontrano per la strada.<br \/><br \/>Non bastano due occhi per carpire il segreto di una persona; \u00e8 necessario il \u201cterzo occhio\u201d dell\u2019artista. L\u2019ombra che abita nella rete non \u00e8 pi\u00f9 la figura opaca che proietta la luce, ma la sua oscurit\u00e0 diventa paradossalmente una sorgente luminosa. Di pi\u00f9: una vera e propria fonte di energia; come l\u2019ombra aerodinamica, quella turbolenza che si crea dietro l\u2019ala dell\u2019aereo. Con un soffio che fa impennare l\u2019anima del personaggio come la vela che si gonfia e palpita al vento. Ecco la virt\u00f9 di proiezione che ha ogni \u201combrete\u201d di questa galleria di figure, ricomposte nella luce con l\u2019ombra dalla magia insieme tattile e mentale dell\u2019autore.<\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0e17193 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"0e17193\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8834fda elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8834fda\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p><a href=\"https:\/\/www.mariomartinelli.it\/critica\/\">&lt;&lt; Torna ai testi critici<\/a><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trasparenza dell\u2019ombra Paolo Ruffilli Luciano di Samosata, scrittore e sofista greco del secondo secolo dopo Cristo, pi\u00f9 volte nei suoi scritti filosofici e letterari si occupa delle \u201combre\u201d e della loro natura complessa e ambigua che partecipa, insieme, del mondo di qua e di quello dell\u2019aldil\u00e0. 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